15/02/2009
Anni di piombo: 28 maggio 74
Saltiamo nella ricostruzione delle stragi che hanno caratterizzato la nostra storia nazionale alcuni momenti e cioè la strage di Gioia Tauro (in cui si ritennero coinvolte 'ndrangheta ed eversione nera), la strage di Peteano ( Ordine Nuovo, estr. dx) ed il rogo di Primavalle a Roma dove venne incendiata da parte di esponenti di Potere Operaio l'abitazione di un eponente locale dell' MSI, per concentrarci su Piazza della Loggia a Brescia. Soffermiamoci su questa strage utilizzando delle informazioni reperite su it.wikipedia.org .
La Strage di Piazza della Loggia è stato un attentato terroristico compiuto, forse, da gruppi neofascisti il 28 maggio 1974 a Brescia, nella centrale Piazza della Loggia. Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista. L'attentato provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre novantaquattro.
La prima istruttoria della magistratura portò alla condanna nel 1979 di alcuni esponenti dell'estrema destra bresciana. Uno di essi, Ermanno Buzzi, in carcere in attesa d'appello, fu strangolato il 13 aprile 1981 da Pierluigi Concutelli e Mario Tuti. Nel giudizio di secondo grado, nel 1982, la condanne del giudizio di primo grado vennero commutate in assoluzioni, le quali a loro volta vennero confermate nel 1985 dalla Corte di Cassazione. Un secondo filone di indagine, sorto nel 1984 a seguito delle rivelazioni di alcuni pentiti, mise sotto accusa altri rappresentanti della destra eversiva e si protrasse fino alla fine degli anni '80; gli imputati furono assolti in primo grado nel 1987, per insufficienza di prove, e prosciolti in appello nel 1989 con formula piena. La Cassazione, qualche mese dopo, confermerà l'esito processuale di secondo grado. Nel corso dei vari procedimenti giudiziari relativi alla strage si è costantemente fatta largo l'ipotesi del coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di apparati dello Stato nella vicenda.
Una ricostruzione siffatta appare sostenuta da una lunga serie di inquietanti circostanze: su tutte, basti pensare in primo luogo all'ordine - proveniente da ambienti istituzionali rimasti finora oscuri - impartito meno di due ore dopo la strage affinché una squadra di pompieri ripulisse con le autopompe il luogo dell'esplosione, spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito potesse effettuare alcun sopralluogo o rilievo; secondariamente, la misteriosa scomparsa dell'insieme di reperti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri, anch'essi di fondamentale importanza ai fini dell'indagine; infine, va segnalata la recente perizia antropologica ordinata dalla Procura di Brescia su una fotografia di quel giorno che comproverebbe la presenza sul luogo della strage di Maurizio Tramonte, militante di Ordine Nuovo e collaboratore del SID. Gli oscuri intralci di provenienza istituzionale manifestatisi anche durante il secondo troncone d'indagine verranno definiti dal giudice istruttore Zorzi quale ulteriore "riprova, se mai ve ne fosse bisogno, dell'esistenza e costante operatività di una rete di protezione pronta a scattare in qualunque momento e in qualunque luogo".
Una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia. Il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi (latitante da tempo in Giappone con il nome di Hagen Roy) per il coinvolgimento nella strage di Piazza della Loggia.Il 15 maggio 2008 sono stati rinviati a giudizio i sei imputati principali: Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi. I rinviati a giudizio Zorzi, Maggi e Tramonte erano all'epoca militanti di spicco di Ordine Nuovo, gruppo neofascista fondato nel 1956 da Pino Rauti e più volte oggetto di indagini, pur senza successive risultanze processuali, in merito all'organizzazione ed al compimento di attentati e stragi. Ordine Nuovo fu sciolto nel 1973 per disposizione del ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani con l'accusa di ricostituzione del Partito Fascista.Gli altri rinviati a giudizio sono l'ex generale dei carabinieri Francesco Delfino, all'epoca responsabile - con il grado di capitano - del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Brescia, e Giovanni Maifredi, ai tempi collaboratore del ministro degli Interni Paolo EmilioTaviani.
La prima udienza si è tenuta il 25 novembre 2008.
Scopriamo leggendo informazioni su questa terza istruttoria che latitano dalle aule i sei imputati.
«Sembra un processo a dei fantasmi. È desolante vedere quelle sedie vuote» ha affermato Manlio Milani, presidente dell'Associazione Familiari delle Vittime della strage di Piazza della Loggia.
23:53
Scritto da : giorgio_civico
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06/01/2009
Anni di piombo: 12 dicembre 69
In questa data ufficialmente parte un periodo storico pieno di fatti, controfatti e depistaggi. Ancora oggi non è chiarissimo quanto successo in quegli anni, nella seconda parte del post pubblico un punto di vista abbastanza interessante. Buona lettura, Giorgio.
La strage di Piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, quando, alle 16:37, una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana, provocando la morte di diciassette persone ed il
ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale strage ha assunto un rilievo storico primario venendo convenzionalmente indicata quale primo, feroce atto della Strategia della Tensione.
Una seconda bomba fu rinvenuta nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, fortunatamente inesplosa, furono fatti i rilievi previsti, e successivamente fu fatta brillare distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all'origine dell'esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l'entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all'Altare della Patria e l'altra all'ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti.
Si contarono dunque cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati, tra il primo e l'ultimo, in un lasso di tempo di soli 53 minuti, a colpire contemporaneamente le due maggiori città d'Italia, Roma e Milano.Le indagini e i processi (sette) si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e di destra; tuttavia alla fine
tutti gli accusati saranno sempre assolti in sede giudiziaria (peraltro alcuni vedranno condanne per altre stragi, e altri si gioveranno della prescrizione).Alcuni esponenti dei servizi segreti verranno condannati per depistaggi.In 40 anni, non è mai stata emessa una condanna definitiva per la strage. Il 3 maggio 2005 sono stati assolti definitivamente gli ultimi indagati.
(Fonte wikipedia)
Luigi Cipriani, Intervento in Commissione 5 dicembre 1989 (seduta sulla strage di piazza Fontana), da http://www.fondazionecipriani.it/
" Non concordo con la storiografia ufficiale, non ho mai creduto che in Italia ci fosse una strategia golpista. In quegli anni definimmo quella strage, strage di stato perché non era pensabile che qualcuno avesse in mente un golpe alla sudamericana usando quello strumento. Erano in atto grandi lotte operaie.. "
00:27
Scritto da : giorgio_civico
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15/12/2008
Anni di piombo
Sugli strascichi dei movimenti di protesta antigelmini in Italia e vista la recente situazione greca non posso che rispolverare questo argomento. Come dico spesso non bisogna dimenticare poichè la storia spesso si ripete.
Aprendo le pagine di Wikipedia su Anni di piombo troviamo questa introduzione: “Con anni di piombo si intende in Italia quel periodo, coincidente grosso modo con gli anni settanta, in cui l'insoddisfazione per la situazione politico-istituzionale caotica (governi che duravano anche pochi giorni) si tradusse in violenza di piazza prima e, successivamente, in lotta armata, perpetrata da gruppi organizzati che usarono l'arma del terrorismo nell'obiettivo di creare le condizioni per influenzare o sovvertire gli assetti istituzionali e politici del Paese. A quei tempi era usato dagli organi di informazione il termine di opposti estremismi. Il termine anni di piombo è posteriore (deriva probabilmente dal titolo di un film di Margarethe Von Trotta)”.
Un caso ecclatante dell'uso dell'espressione “opposti estremismi” fu dell'allora Prefetto di Milano, Libero Mazza che scrisse alla fine del 1970 un rapporto al Ministro dell'Interno Franco Restivo, rapporto della situazione, a suo avviso allarmante per l'ordine pubblico, che si stava creando a Milano. All'interno del rapporto, il Prefetto enomerava anche i rapporti di forza ed accennava anche ad un gruppo che si stava costituendo in quel periodo: le Brigate Rosse. Il rapporto Mazza fu pubblicato dai giornali il 16 aprile 1971, il prefetto fu sul momento fortemente criticato, salvo venire riabilitato anni dopo, quando la violenza preconizzata divenne effettiva. Su questa parte vi rimando anche a questo indirizzo http://www.rinnovareleistituzioni.it/prefetter.html .
Il protrarsi nel tempo del terrorismo italiano spinse molti studiosi del settore ad analizzarlo con attenzione, difatti l'Italia è stato (fatte le dovute eccezioni per IRA nordirlandese ed ETA basca che però hanno origini indipendentiste) l'unica nazione europea in cui il terrorismo si è protratto per anni ed anni, mantenendo la nazione sempre in bilico tra tensione e guerra civile. Molte sono state le teorie ipotizzate su questo periodo, si è parlato di "terrorismo di sinistra", di "stragismo di destra", di "stragismo di stato"; una teoria interessante, che è possibile condividere, sospetta che una parte della recente storia patria sia stata influenzata da iniziative di servizi segreti e gruppi politici, interessati alla posizione strategica italiana, volte a modificare la posizione internazionale dell'Italia o a condizionarne la democrazia.
In prossimi post vedremo di approfondire il tema.
23:57
Scritto da : giorgio_civico
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