Onestà, cuore, bene comune

federalismo.jpgHo dedicato la maggior parte del mio tempo libero (degli ultimi otto anni della mia vita) alla politica; a quella attiva ed a quella filosofica.

Posso considerarmi soddisfatto a livello personale, ho contribuito alla vittoria di una vera lista civica, concretamente svincolata dai partiti, in una città di 40.000 abitanti ed i miei scritti sono stati spesso ospitati su vari giornali on-line.

Nella mia rete di amicizie WEB, non enorme, ma ben sviluppata, sono raggruppati seguaci di ogni opinione: autonomisti, federalisti, localisti, no global, anarchici, fascisti, comunisti, “democristiani”, disillusi e ribelli di ogni sorta.

Mi considerò quanto qualche “esperto” mi disse non poter essere coincidente: un localista, autonomista, federalista votato alla sostenibilità ed ad una moderata decrescita.

Ho letto con gioia quanto scritto su l’ “Indipendenza” da Gianluca Marchi (a Cantù molti se lo ricordano) sulle occasioni “perse” dalla Lega e sul bisogno di confederare tanti movimenti separatisti.

Negli anni sono passato da un pensiero secessionista (irrealizzabile senza sommosse), all’idea che la libertà si conquista sul territorio, praticando la politica locale e poi, una volta raggiunto il successo, facendone rete.

Nemico comune di tutti è questa classe politica autoreferenziata, nemica di federalisti, autonomisti, unionisti e di ogni genere e grado di persone che non siano in combutta con la classe dirigente.

Sono convinto anch’io che vadano confederati tanti movimenti politici locali, sono però anche convinto che il collante non debba essere necessariamente il separatismo, anzi sono pienamente convinto che il collante necessario sia composto essenzialmente dall’onestà, dal cuore e dalla voglia di fare del “bene comune”.

Io credo molto nelle “liste civiche”, in quelle vere, composte da cittadini vergini da certe pratiche; sono convinto che la conquista dell’amministrazione di migliaia di comuni da parte di chi si riconosce nei principi qui sopra elencati faccia tremare il nemico comune.

Oggi pur mantenendo il mio piccolo ruolo nel mio movimento sto mobilitandomi alla nascita di una lista civica in un comune limitrofo convinto di questa necessità di fare rete, di farla con chiunque, di qualsiasi pensiero politico precedente, ma con un impegno collettivo: il “bene comune”.

Forse sbaglio, forse sarà un percorso lungo e contorto per il quale non abbiamo più tempo, ma solo in questo percorso vedo una strada non violenta verso la risoluzione, poi dopo della vittoria dell’onestà, del cuore  e del “bene comune” decideremo lo status giuridico migliore per proseguire di comune accordo.

Giorgio Bargna

Onestà, cuore, bene comuneultima modifica: 2013-05-17T21:05:00+00:00da giorgio_civico
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