Percorso

dem dir.pngDal 2007 mi occupo attivamente di politica, sin dal primo attimo mi sono  informato, aggiornato e riflesso di democrazia diretta e partecipata. Ne ho sviluppate molte immagini, molte possibili soluzioni, tutta teoria, bella, ma teoria, finchè la mia lista civica “Lavori in Corso” non ha vinto, la scorsa estate, le elezioni amministrative canturine. Tempo dieci giorni, in collaborazione col Consigliere Emilio Arnaboldi ed altri militanti della lista ci siamo messi in pista per modificare lo Statuto Comunale per i primi tre punti che ritenevamo urgenti: Prosindaco, Assemblee di Quartiere e Referendum. In realtà altri gruppi di lavoro si sono messi in azione per altre modifiche su Consulte, deleghe ai Consiglieri ed altro.

In sostanza sui prosindaci lo Statuto recita più o meno questo:

L’amministrazione comunale, per promuovere la coesione sociale, migliorare la gestione del comune e renderla il più possibile aderente alle necessità della collettività, può individuare in ciascun quartiere, identificato nel regolamento specifico, un prosindaco.

Il prosindaco di quartiere è nominato dal sindaco e presta la sua opera a titolo gratuito. Il regolamento gli affida il compito di rappresentare le istanze della comunità in cui vive, di promuovere la partecipazione e la consultazione dei cittadini.

Nella sostanza, lo approfondiremo con i regolamenti da approvare la più presto, quanto segue:

Il Prosindaco è il primo punto di ascolto che l’amministrazione comunale mette a disposizione dei cittadini del quartiere, esso dovrà portare all’attenzione dell’amministrazione comunale le questioni problematiche di interesse pubblico riscontrate nel proprio quartiere, fornendo all’amministrazione indicazioni utili in merito ad interventi pubblici nell’area di propria competenza, avrà il diritto di essere sentito dalle commissioni consiliari permanenti e dal consiglio comunale su temi di interesse del quartiere e può richiedere alle commissioni stesse la trattazione di particolari argomenti riguardanti il quartiere”, più altre funzioni che verranno stabilite all’approvazione del regolamento, ma già chiare a chi ne ha pensato l’utilità.

Lo statuto recita anche più o meno così:

La partecipazione a livello cittadino e di quartiere si attua anche mediante Assemblee

Le assemblee potranno essere convocate dal Sindaco, tramite un certo numero di firme raccolte, dai cittadini o tramite la richiesta di un tot numero di Consiglieri Comunali, rimango vago ancora sui numeri visto che dovranno passare ancora Commissioni e Consiglio Comunale, ma sono già stati più o meno discussi o lo saranno a brevissimo tempo anche al di fuori del gruppo di lavoro. A seconda dei risultati determinati dalla discussioni le scelte saranno consultive o vincolanti nei riguardi dell’amministrazione.

I “Referendum saranno di tipo Deliberativo o Abrogativo”, si ritiene che viste le altre forme partecipative in cantiere (ed i costo correlati alle consultazioni) non occorra il Referendum di tipo Consultivo. L’intenzione, chiara, è di renderli possibili tramite la raccolta di 2.000 firme (a fronte delle precedenti 6000) su 30.000 elettori e dotarli (ma deciderà in merito, per correttezza va detto, il Consiglio Comunale) di Quorum Zero.

Inutile descrivere la mia gioia davanti al coronamento di un sogno, di fronte alla concretizzazione di un percorso, percorso che non va considerato di certo completo e concluso, che va rodato, applicato, migliorato, ma che ritengo uno dei più partecipativi esistenti in Italia.

Giorgio Bargna

Percorsoultima modifica: 2013-03-23T22:23:20+00:00da giorgio_civico
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