Il nostro futuro è nelle nostre mani

città stato medioevale.jpgIn questi giorni sono arrivati due messaggi alla classe dirigente italiana; due messaggi dalla valenza sicuramente diversa sia a livello mediatico che di ruoli politici, ma a mio vedere destinati entrambi al fallimento per forma strutturale. Dopo la cronistoria e le mie brevissime riflessioni ,quella che considero l’unica via perseguibile.

Il primo messaggio è giunto attraverso le urne; tramite astensioni, schede annullate o bianche e voti consacrati ad un movimento dichiaratamente anticasta si è arrivati ad una percentuale totale vicina al 50%.

Questo movimento citato si propone di combattere la corruzione, i costi della politica, i privilegi, nel proprio programma prevede moltissimi punti che io condivido. 

Vedo due serie difficoltà nell’attuazione di questo progetto:

1) L’attuazione pratica, non potranno semplicemente sedersi  in Parlamento  minacciando di “mandarli a casa tutti”, dovranno trovare il modo di farlo tramite delle proposte serie e motivate,  concretizzando i vari punti del loro programma. Come scrivevo in un  precedente articolo: “Nel pratico, in ogni caso, dovranno strutturarsi, scegliere un eventuale squadra di governo, i capigruppo in Parlamento, gestire decine di parlamentari. Per esperienza vissuta da molto vicino so che è già difficile governare una città senza improvvisare, figuriamoci una nazione improvvisando”.

2) Hanno scelto di combattere la loro battaglia all’interno del Parlamento, voglio proprio capire su quali basi sperano che i nemici dichiarati assecondino le loro richieste, votandole. La partitocrazia eroderà, con vari mezzi, la sostanza di questo movimento, così come già fatto con altri.

Il secondo messaggio l’ha inviato un amico, una persona che stimo tantissimo, una persona che come me sogna di cambiare il mondo, il Sindaco di Cantù Claudio Bizzozero.

Claudio ha inviato un appello ai Sindaci della Brianza, un invito ad incontrarsi e pianificare delle azioni congiunte e delle richieste ben precise al Governo centrale.

Ecco alcuni passaggi dell’appello: “La situazione in cui versa il paese è davvero drammatica: in aggiunta alla grave crisi economica (tanto conclamata e cronicizzata da non consentirci di intravvedere realistiche via d’uscita in tempi brevi) dalle urne è emersa una situazione di totale incertezza politica che, in un momento così delicato, è quanto di peggio potessimo augurarci. (…) Di fronte a questa incertezza, che rischia di penalizzare oltre misura le nostre comunità e le nostre aziende, noi Sindaci dei Comuni della terra più produttiva d’Italia abbiamo la responsabilità e il dovere di far sentire con forza la nostra voce ed indicare quelle che, dal nostro punto di vista, sono le priorità di cui il prossimo governo, qualunque esso sia, dovrà occuparsi con la necessaria celerità. (…) I nostri Comuni (al pari delle nostre aziende) hanno tutti una dimensione medio piccola e dunque noi, singolarmente, contiamo ben poco ma unendoci rappresentiamo più di 1.000.000 di persone ed un territorio che è fra i più industriosi e ricchi dell’intero pianeta. Per questo abbiamo il dovere di incontrarci il prima possibile per definire insieme un’AGENDA COMUNE che ci permetterà di indicare le nostre più urgenti priorità, delle quali il costituendo governo dovrà necessariamente tener conto e farsi carico”.

Chi mi legge da tempo sa quanto io creda nel Municipio e nelle Aree Territoriali Omogenee, quindi in sostanza potrei anche condividere il messaggio di Claudio Bizzozero, che si indirizza proprio a questi soggetti, ma non è così.

Sebbene abbia ricevuto, a fronte di qualche critica da parte di deputati locali, l’adesione ai principi del progetto di qualche Sindaco locale, sono convinto che il processo non produrrà frutti, questi amministratori sono praticamente tutti rappresentanti di partiti, quindi della classe dirigente, quindi attori comprimari della partitocrazia. Il Governo continuerà a fregarsene bellamente delle necessità degli Enti Locali e dei “sudditi”.

Dicevo pocanzi  “credo nel Municipio e nelle Aree Territoriali Omogenee” , credo anche nella democrazia che nasce dal basso, lontana dalle stanze dei bottoni, credo nei cittadini, nell’associazionismo e credo nelle liste civiche.

L’unica svolta possibile, indirizzata a modificare lo scenario politico nazionale, può nascere solo dalla  spinta degli attori appena citati. I Municipi potranno imporre le proprie necessità agli enti superiori solo se liberi e governati da forze prettamente locali e soprattutto non invischiate in logiche partitocratiche.

Occorre dunque sviluppare questo processo, occorre spingere verso la nascita di liste civiche, soprattutto laddove si voterà per le Amministrative tra circa un anno; pongo questo termine temporale perché, a mio vedere, è il minimo necessario per agire bene, con concretezza, con serietà.

Io al di là dell’impegno che sostengo verso la mia lista civica e verso la mia Amministrazione ho deciso di partorire un progetto civico in un comune limitrofo, invito chiunque di voi creda nel bisogno di una svolta ad impegnarsi in tal senso nel proprio municipio, nella propria città, costa impegno ed un po’ di fatica ma gratifica ed è l’unica, a mio vedere, speranza di un possibile miglioramento.

Ribadisco il concetto, il nostro  futuro può crescere solo nelle nostre mani, solo grazie all’impegno civico di tanti ed alla spinta di un grande movimento di Liste Civiche presenti sui Territori Locali potrà svilupparsi quel circolo positivo che porterà ad un nuovo modo di intendere Amministrazione e Politica, al Bene Comune ed alla Democrazia.

Torneremo presto sul tema, Giorgio Bargna

Il nostro futuro è nelle nostre maniultima modifica: 2013-03-23T22:33:00+00:00da giorgio_civico
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