17/05/2012
Il coraggio di cambiare
E' difficile, sono convinto che oggi sia difficile, per un canturino, andare a votare al ballottaggio domenica.
Lo è perchè il canturino è conservatore di natura, vede un possibile cambiamento sempre con sospetto, come una minaccia, a volte accetta qualcosa che non gli piace, non sopporta, non lo soddisfa, solo perchè teme la novità.
Il canturino però una ventina di anni fa prese il coraggio a due mani e punì il pentapartito votando Lega.
Sono passati anni, molti, chi doveva cambiare non è stato all'altezza, ha lasciato dietro a se scelte che non sono state migliori di quelle delle giunte a loro precedenti.
Oltre all'ormai ultracitata, e quasi inflazionata, scelta su Piazza Garibaldi (e non è poco) le giunte targate Lega e Lega/PDL in nome degli oneri incassati hanno cementificato la città, rendendola brutta e invivibie, senza adeguare i servizi alle necessità procurate ed hanno proseguito, negli ultimi mesi soprattutto, sulla strada tracciata dai loro predecessori a favore della grande distribuzione ed uccidendo i negozi di vicinato.
Sempre sul tema, dopo aver varato all'epoca di Arosio un buon piano regolatore, poi suicidato tramite una dozzina di anni fatti di varianti, da sei anni proclamano un PGT quasi pronto e mai varato: costo, solo in consulenze, 800.000 euro.
Una grande novità dell'era leghista canturina il City Manager: Andrea Fiorella, assunto in coabitazione con Turate, lo stipendio veleggia sui 151.048 euro, cifra ricevuta nel 2010 e pagata per un terzo dal Comune della Bassa, il resto...
Per quanto riguarda le nomine nelle aziende "partecipate" in Canturina Servizi Alessandro Incognito si ferma a 18.900 euro, mentre i tre nominati alla poltrona in Acsm-Agam, società partecipata dal Comune di Cantù per lo 0.3869%, hanno incamerato in tre 60mila euro l’anno; altra voce il presidente del Consiglio comunale gode di un’indennità di oltre 8mila euro l’anno per una carica che un tempo era gratuita anche a Cantù.
Oggi è il momento per Cantù di riprendere in mano il coraggio di cambiare, di votare Claudio Bizzozero, di sostenere un gruppo numeroso di cittadini che si sono messi in testa un' idea meravigliosa.
Noi proponiamo, oltre al TAGLIO DEGLI SPRECHI COMUNALI, sostenibilità, partecipazione (vogliamo riportare il cittadino vicino alle istituzioni), legalità, economia a km zero, stop al consumo del territorio, la ristrutturazione delle nostre scuole, il parco della Brughiera e il fotovoltaico come scelta di consumo comunale, oltre a tante altre proposte che trovate sul nostro sito.
Un esempio su come ragiona un attivista di Lavori in Corso: al confronto tra i due candidati, organizzato da "La Provincia", alla domanda su un eventuale costruzione di una Moschea il candidato Molteni ha dato una risposta ideologica e preconcetta, Claudio Bizzozero ha risposto che, come per tutti i temi importanti, un eventuale scelta sul caso verrebbe presa solo dopo un referendum deliberativo, ascoltando TUTTI, di qualsiasi area politica, di qualsiasi pensiero.
Cantù riprendi il coraggio e cambia di nuovo, vota CLAUDIO BIZZOZERO.
Giorgio Bargna.
23:44 Scritto da: giorgio_civico in attualità, autonomia locale, democrazia diretta e partecipata, federalismo, opinioni, politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cittadino, cantù, politica, democrazia diretta e partecipata | OKNOtizie |
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15/05/2012
Svincolarsi
Mi permetto ancora una volta di prendere spunto dai pensieri di colui che considero un mio “guru” in senso politico, Alain de Benoist.
Oggi è noto a tutti coloro che sono “svegli di comprendonio” (mi sembra di essere Di Pietro, uscendo con un affermazione simile) che imperi la società della crescita, in sostanza un’antisocietà, una via senza ritorno, un omicidio perpretato ai danni di molti da parte di pochi.
Ogni politico, ogni governante, di qualsiasi estrazione politica “tradizionale” sia, non vede altre soluzione ai suoi problemi che quella di un “ritorno alla crescita”… nel frattempo però ci stanno massacrando di rigore e austerità, togliendoci, di conseguenza, potere di acquisto (e di sopravvivenza), come un cane che si morde la coda … sebbene un continente intero stia pagando in termini di recessione, impavidi, i “nostri” inseguono imperterriti la crescita, malgrado che si viva su un pianeta che, di logica conseguenza, ha uno spazio finito, dove le riserve naturali si fanno sempre più rare … certo recedere non si può in un botto solo, ma da qualche lato bisogna pur cominciare.
Del resto la difficoltà di una rivoluzione operante dipende da ciò che de Benoist descrive così: «Proibendo alle proprie banche centrali di farsi prestare capitali ad un tasso d’interesse nullo, come accadeva di norma in passato, gli Stati si sono posti nell’obbligo di chiedere prestiti alle banche ed ai mercati finanziari a dei tassi variabili, arbitrariamente fissati da questi ultimi. Questo si è tradotto in un innalzamento del debito pubblico che oggi è divenuto insopportabile. Non arrivando a riassorbire i loro deficit strutturali, gli Stati non possono affrontare il problema del debito, se non indebitandosi sempre più. Di fatto, in tal modo si è creata una situazione simile a quella dell’usura».
Aggiungendo un argomento scottante al dominio della finanza sulla politica e sulla buona amministrazione non posso che condividere il pensiero del filosofo francese, anche perché è quanto affermo, sui miei spazi, da anni: tanto la destra quanto la sinistra approfittano e sponsorizzano l’immigrazione incontrollata. Leggiamo la chiara disamina di de Benoist: «Fin dalle sue origini, il capitalismo ha rivelato una profonda affinità col nomadismo internazionale. Già Adam Smith diceva che la vera patria del commerciante è quella dove può realizzare il massimo profitto. Prendere posizione a favore del principio del “lasciar fare, lasciar passare”, cioè della libera circolazione di uomini e merci, così come ha sempre fatto il capitalismo liberale, significa mantenere le frontiere per gli inesistenti. Dal punto di vista della Forma-Capitale, la Terra non è che un immenso mercato che la logica del profitto ha la vocazione di scoprire integralmente, impegnandosi in una perpetua fuga in avanti. Il capitalismo, come aveva ben visto Marx, riguarda tutto ciò che ostacola questa fuga in avanti in quanto ostacolo da far sparire. In questa prospettiva, il ricorso all’immigrazione appare come un mezzo per mantenere bassi i salari e le conquiste sociali dei lavoratori autoctoni. È in questo senso che l’immigrazione costituisce “un’armata di riserva del capitale” bella e buona. Il paradosso è che molti avversari del capitalismo vorrebbero vedere continuare l’immigrazione, perché s’immaginano di trovare nella massa degli immigrati una sorta di “proletariato di ricambio”. E’ una delle varie incongruenze»
Per il momento, nessuno sa veramente come arrivarci, ma questo sistema affonderà, non abbattuto dai suoi avversari, quanto piuttosto sotto l’effetto delle proprie contraddizioni interne.
Oggi, del resto, le sovranità popolari si trovano soverchiate e il potere decisionale è passato nelle mani dei tecnocrati e dei banchieri.
Per un vero cambiamento oggi bisogna, però, operare anche su una rivoluzione interiore dell’essere umano perché capitalismo e consumismo sfrenato non sono solo prerogative della finanza, ma anche dell’uomo, si tratta infatti di rompere non solo col produttivismo, ma anche con l’utilitarismo, lo spirito calcolatore, con l’idea che tutti i valori possono e devono essere ridotti al solo valore di scambio. In altre parole, si tratta di uscire da un mondo dove niente ha più valore, ma dove tutto ha un prezzo.
Sostengo da anni anche ciò che Alain de Benoist descrive chiaramente in questo pensiero: «L’azione locale, che sia di ordine politico (gioco della democrazia diretta, per rimediare alla mancanza di legame sociale) o economico (rilocalizzazione della produzione e del consumo) può aiutare le comunità viventi a riconquistare la loro autonomia, cioè a dotarsi dei mezzi che permettano loro, conformemente al principio di sussidiarierà (o di competenze sufficienti) di rispondere da sole ai problemi che le riguardano»
Giorgio Bargna
01:16 Scritto da: giorgio_civico in attualità, autonomia locale, cittadino, democrazia diretta e partecipata, federalismo, politica | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: autonomia locale, cittadino, democrazia diretta e partecipata | OKNOtizie |
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12/05/2012
R. Meroni: Riflessione
Ancora una volta spazio all’amico Renato, che parla anche a nome di Uniti per Cantù, lista componente della Coalizione Civica “Lavori in Corso” capitanata ed al sostegno del candidato Sindaco Claudio Bizzozero.
Basta fare gli sciocchi e raccontare amenità da mentecatti come quella secondo la quale Bizzozero vorrebbe la moschea a Cantù! Basta non se ne può più di queste sciocchezze!!! frutto di una incapacità ad instaurare un discorso politico serio fatto per evidenziare le debolezze del programma amministrativo dell’avversario politico. In questi giorni gira a Cantù un manifestino che offende anche l’intelligenza, poca per la verità, di quanti lo stanno distribuendo con il solo intendo di denigrare e creare paure e confusione nella popolazione, che come credo non crede certo a queste sciocchezze. Intanto se vogliamo parlare di immigrazione diciamo a chi si deve il nostro grazie per aver permesso un flusso migratorio incontrollato che ha portato migliaia di disperati nel nostro Paese, grazie lo diciamo alla legge Bossi Fini. Bossi per l’appunto, quel capo pagano che tanto predicava di allontanarci da Roma ladrona che mai ha disdegnato di sedere nelle stanze del potere ad elargire incarichi e cariche, CON COMPRENSIVI COMPENSI anche a chi non ne aveva titolo, vedi il trota, alias suo figlio, e vedi il parentato al quale ha garantito un futuro alle spalle dei contribuenti Italiani come pure contribuenti Canturini. Vogliamo parlare di sprechi di denaro pubblico, allora prendiamo ad esempio dei ministeri portati a Monza e mai funzionati, quanti soldi sprecati, anche dei canturini. Vogliamo parlare delle semplificazioni nella burocrazia, ma se non sono nemmeno stati capaci di recuperare al riciclo la carta dei faldoni bruciati, dandone anche un cattivo esempio bruciandola creando ulteriore smog. Ma siate seri, per cortesia, BASTA BALLE!, VERGOGNA!!
Renato Meroni
00:38 Scritto da: giorgio_civico in attualità, democrazia diretta e partecipata, federalismo, politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: federalismo, attualità, politica, democrazia diretta e partecipata | OKNOtizie |
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